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ADRO CONCERTO IN S.MARIA IN CASTRO

Domenica 16 Ottobre si è svolto l’annunciato concerto di beneficenza per il restauro della Chiesa di S.Maria in Castello ad Adro. Organizzato dalla Parrocchia S.Giovanni Battista e in particolare da Don Attilio che ne ha voluto la realizzazione cogliendo l’occasione per dare ancora un’opportunità (dopo i concerti di maggio) ai ragazzi dell’Associazione StudyartPianoforte di esibirsi e di partecipare appunto ad un evento significativo, atto a sensibilizzare la popolazione alla conservazione dei preziosi beni storici, non solo di alto valore artistico ma anche spirituale. Tutto questo è stato ben espresso dal parroco di Adro che ha voluto prontamente intervenire a metà concerto, per condividere questi momenti importanti di aggregazione per la comunità attraverso l’arte, in questo caso musicale e pittorica.

Abside di S.Maria in Castro

La splendida cornice di affreschi nella quale si è svolto il concerto,  ha reso magico il diffondersi dei suoni che originati nella volta dell’abside al centro della quale primeggiava luminosa l’effige della Vergine Maria contornata da schiere di angeli e musicanti, si propagavano lungo le campate della chiesa riempiendo gli spazi creando un atmosfera densa di emozioni.

I brani del programma sono seguiti l’uno dopo l’altro quasi senza interruzione se non per il cambio dei pianisti che in moderato e rispettoso silenzio si sono avvicendati al pianoforte quasi a non voler interrompere e disturbare la magia del rito.

Dopo una breve introduzione con la mesta ma imponente Sarabanda della suite XI di Haendel ben resa da Daniela Gatti, la voce è data a J.S.Bach nella celebre e grandiosa Ciaccona in re minore trascritta da F.Busoni magistralmente interpretata da Stefano Donatelli.

Sempre di J.S. Bach il Preludio dalla Suite inglese n.4 sostenuta da Marco Grassi, a tratti con chiare note clavicembalistiche, senza dimenticare le coloriture e la cantabilità del pianoforte, con successioni di accordi morbidamente ribattuti, e frasi tematiche ben legate in modo quasi organistico.

Intimamente meravigliosa e avveniristica la Fantasia K.397 di Mozart del periodo tragico denso di composizioni come le sonate per pianoforte in toni minori, via via fino alla sinfonia 40 e l’opera Don Giovanni dal finale oscuro, per ultimare con la grandiosa Messa da Requiem. Nella Fantasia K.397 l’intimità, la limpidezza dei temi caratterizzati da malinconiche note cristalline, sono state scandite con lucida presenza da Daniela Gatti e non meno nell’ultima parte del brano dove dietro alla linearità del vivace tema, si nascondono passaggi insidiosi.

Alessandro Maffi si è fatto notare per la sicurezza e la bravura con cui ha affrontato il difficile Scherzo n.3 in Do# minore di F.Chopin. Il brano presenta all’esecutore l’arduo susseguirsi di pesanti ottave veloci, scale e arpeggi velocissimi alternati con accordi espressivi a guisa di corale. Dopo la ripresa dei temi iniziali, è un crescendo continuo fino alla drammatica cadenza finale densa di passaggi virtuosistici di difficile resa. Un bravo meritato ad Alessandro Maffi.

La volta poi di Schubert,  Improvviso n.1 op.90 proposto da Stefano Donatelli con ricchezza di coloriture molto calibrate. Anche in questo caso la capacità di restituire all’ascoltatore la  limpidezza dei fraseggi Schubertiani, ha fatto cogliere la melanconica linea tematica che pervade il lungo alternarsi di tutte le variazioni dell’intero brano.

Vexilla Regis Prodeunt – Non è insolito trovare brani a tema sacro nelle composizioni di F.Liszt. Si sa che il sentimento religioso era presente fin dalla giovane età del grande musicista, sentimento che lo portò a intraprendere gli ultimi anni della sua esistenza in quasi totale ritiro e dedicarsi alla vita religiosa. Non meno dunque le composizioni, votate per lo più a temi spirituali, come il caso del Vexilla Regis composto per l’opera Via Crucis per strumenti vari, organo, coro e di cui scrisse anche la rielaborazione per pianoforte solo. Marco Grassi (che fra l’altro suona anche l’organo) dimostra di “sentire”, fare suo e condividere questo mondo con Liszt, offrendo all’uditorio già dall’iniziare, tutta l’imponenza degli accordi d’apertura del Vexilla Regis. Basato sul tema di un inno latino composto da Venanzio Fortunato nel 569, Liszt ne potenzia la drammaticità presente per tutto il brano e raffigura il marziale avanzare della precessione con l’esposizione delle reliquie della Santa Croce.

Nel programma, a questo punto, dopo musiche del barocco e del periodo romantico,  4 Preludi dall’op.23 di S. Rachmaninoff. Risaputa e non indifferente, la difficoltà di questi capolavori pianistici (n. 1.2.4.7) nonchè la complessità d’ascolto anche per il pubblico, hanno trovato in Stefano Donatelli, l’esecutore all’altezza del ” periglioso compito”. Convincere l’ascoltatore con questi brani non è opera nuova per Stefano Donatelli, che a concerto finito, dopo l’ultimo brano in programma suonato da Marco Grassi, ha regalato un ulteriore preludio (il n. 5 dell’op. 23).

Ultimo brano in programma quasi come messaggio di pace, il corale “Gesù mia gioia” dalla Cantata Bwv 147 di J.S.Bach, eseguito da Marco Grassi nella trascrizione per pianoforte di Myra Hess.

Un grazie sentito al pubblico attento che ci ha sostenuto condividendo questa bella esperienza.

Giampaolo Botti

 

 

 

ADRO – DUE CONCERTI PER LA PACE

Sabato e Domenica 18 e 19 Giugno 2022, l’Associazione pianistica Studyart sarà ad Adro con due serate organizzate dalla Parrocchia di Adro, in particolare questi concerti sono stati voluti da Don Attilio Vescovi, per la comunità Adrense, offrendo un’ulteriore occasione ai ragazzi dei corsi superiori della scuola di pianoforte (dopo i recenti concerti di Suoni e Armonie), di esibirsi e di partecipare all’evento (sempre voluto da Don Attilio) dedicato ai correnti tragici avvenimenti fra Russia ed Ucraina.

La cattedrale di Kiev

Un piccolo messaggio come contributo anche se, solamente un segno spirituale di solidarietà, verso queste popolazioni vittime della guerra.

La prima serata di sabato 18 giugno, sarà dedicata alla pace fra Ucraina e Russia, esguendo interamente i “quadri d’esposizione ” di M. Mussorgsky, con spiegazione e diapositive. Al pianoforte Marco Grassi di Adro.

Nella seconda serata di Domenica 19 Giugno, il programma comprenderà musiche di F.Chopin, F.Liszt e S.Rachmaninoff, tre compositori di nazionalità Polacca, Ungherese e Russa. Anche in questo caso un piccolo gesto di augurio per la pace. Al pianoforte si alterneranno Giulia Plebani, Daniela Gatti, Martina Cotelli,  Alessandro Maffi, Marco Grassi.

I concerti avranno inizio alle ore 21 nella chiesetta di San Rocco ad Adro.

programma  Domenica 19 Giugno:

                         F.Chopin

                         F.Chopin

                         F.Chopin

                         F.Liszt

                         S.Rachmaninoff

                         F.Chopin

                         S.Rachmaninoff

                         F. Liszt

Gran Valzer brillante op.18

Ballata op.23 n.1

Notturno op. 48 n 1

Ballata in si m

Elegia op.3 n.1

Scherzo op.31 n. 2

Preludio op.23 n. 7

Rapsodia n.2

Giulia Plebani

Alessandro Maffi

Marco Grassi

Martina Cotelli

Daniela Gatti

Alessandro Maffi

Giulia Plebani

Martina Cotelli

Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgsky.

Mussorgsky è un compositore del 1800 Russo, e fa parte di una corrente di pensiero che cercava di riportare in auge la musica tradizionale Russa non contaminata da altre provenienze culturali esterne. Suo amico, era il pittore Hartman che morì giovanissimo per una emorragia cerebrale. A questo pittore dedicarono una mostra alla quale fu presente lo stesso Mussorgsky, che visti i dipinti con tematiche della tradizione popolare e della cultura russa ne fu affascinato e decise di farne una composizione musicale, una suite di 15 brani, intitolata appunto “Quadri di un esposizione” descrivendone musicalmente lo spirito e le immagini attraverso i singoli brani.

I titoli della la maggior parte dei brani sono molto esplicativi, di alcuni altri brani invece si può dire brevemente qualcosa:

  • (la spiegazione dettagliata di tutti i singoli 15 brani verrà proposta al concerto di sabato)

L’autore inizia con “Promenade” che significa “Passeggiata” intesa come visita all’interno della mostra fra un quadro e l’altro, ma anche un percorso all’interno delle tradizioni dello spirito e della cultura Russi. E’ praticamente il tema che ricorre, fa da collante in tutta la composizione intera, ed è un motivo preso da alcune canzoni popolari russe.

Altro titolo è “Il balletto dei pulcini nei gusci”! Conosciamo tutti la tradizione del balletto Bolshoi di Mosca, i balletti di Ciacowski come lo schiaccianoci, il lago dei cigni ecc, i grandi Danzatori come Rudolf Nureev, Anna Pavlova ecc..

Catacombe è diviso in due parti. Nella prima Mussorghski vuole descrivere l’atmosfera cupa e l’eco dei sepolcri Romani.

Nella seconda immagina di scendere con il suo amico Hartman (il pittore) appena scomparso, nelle catacombe Parigine con una candela, il cui lume rischiara lievemente con una luce fioca i teschi e le ossa dei defunti.

Baba Jaga, è una figura grottesca, un po’ come la strega malefica di Biancaneve. Fa parte della mitologia Slava e si trova soprattutto nelle fiabe russe. E’ una vecchietta orribile, sche abita nel bosco, in una capanna fatta come un orologio a cucù e posata su zampe di gallina.

La grande porta di Kiev è la monumenale porta che il pittore progettò per lo zar Alessandro II scampato ad un tentativo di assassinio. Se ne sente la monumentalità, l’imponenza, con il tema della “passeggiata” iniziale, molto amplificato… alternandosi con il richiamo remoto di canti di cori liturgici della chiesa ortodossa. Il brano conclude ancora con il tema principale che sembra suonato da tutte le campane delle grandiosi cattedrali russe.

Riprende la manifestazione Suoni e Armonie XXIIIma edizione

La manifestazione “suoni e Armonie” XXIIIma edizione, organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Palosco e dalla nostra Associazione, riprende dopo due anni di assenza. Gli appuntamenti per mercoledi 11 maggio e giovedi 12 si svolgeranno i saggi dei bambini e degli allievi dei corsi medi della Scuola Civica di pianoforte, mentre venerdi 13 maggio il recital con un programma del repertorio concertistico. I brani: Quadri d’esposizione di Mussorgsky (questo brano vuol essere la nostra piccola testimonianza per gli avvenimenti correnti riguardanti Russia e Ucraina), ( al pianoforte Marco Grassi) , Chopin Ballata n.1, Scherzo n.2 (Alessandro Maffi), Gran valzer brillante op.18, Rachmaninoff preludio op. 23 n.7, Brahms ballata op.10 n.3 (Giulia Plebani) Notturno op.9 n.1, Elegia op.3 n.1 (Daniela Gatti), Liszt Rapsodia n.2 (Martina Cotelli), Brahms ballata op.10 n.1, Debussy reverie (Francesco Furore),

Il pianoforte Steinway & Sons fornito dalla ditta Passadori di Brescia.

Auditorium polifunzionale in Piazza Castello , Palosco.

ore 20.30

 

Aperte le iscrizioni ai corsi 2020-2021

corsi di pianoforte tra Bergamo e Brescia

 

Ai corsi si possono iscrivere i bambini, i ragazzi e gli adulti che vogliono avvicinarsi per la prima volta alla musica e anche chi avendo già conoscenze musicali o pratica con il pianoforte volesse approfondire e perfezionare le proprie abilità.

Nei corsi sono previste anche lezioni utili a chi frequenta corsi del liceo musicale o indirizzi di laurea.

Suoni e Armonie 2018 – Saggi e concerti della Scuola di pianoforte

Fra il 10 e il 12 maggio si è svolta la XXIma edizione di Suoni e Armonie.

Giovedi 10 e venerdi 11 maggio i saggi degli allievi della Scuola Civica di pianoforte. Due serate dedicate ai bambini dei corsi base e ai ragazzi dei corsi medi che hanno dato prova dei vari livelli raggiunti. Oltre ai brani didattici e ai piccoli pezzi per piccole mani non sono mancati duetti e pezzi di antologia con qualche eccezione di brani popolari noti. A dilettare con gradita sorpresa il pubblico, sono stati alcuni classici della canzone napoletana eseguiti con mandolino (strumento tipico di questo repertorio) con i piccoli pianisti che si sono cimentati sia nell’accompagnamento sia nella parte del canto solista. Come sempre una festa di suoni e di colori per i bambini che si sono alternati sul palcoscenico, incapaci di celare un po’ di emozione mista al desiderio di protagonismo. Più seriosa invece la serata in cui si sono esibiti i ragazzi dei corsi di livello un po’ più alto, durante la quale si sono potuti ascoltare brani un po’ più impegnativi sia del repertorio classico per pianoforte, sia del repertorio popolare.

 

Sabato 12 maggio il recital pianistico all’insegna dei grandi autori della musica per pianoforte. Una serata densa di emozioni in un’atmosfera concentrata dove il suono del pianoforte ha diffuso le note magiche di Schubert, Liszt, Chopin, Brahms, Scriabin, Rachmaninoff e Debussy.

Non appena abbassate le luci il concerto è iniziato con il momento musicale n. 4 di Schubert che, dopo i primi attimi di tensione ha lasciato posto all’atmosfera più intima dell’Elegia di Rachmaninoff. E’ stata poi la volta di Schumann con il suo mondo maestoso e intimo della novelletta op. 21 e di una serie di Kinderszenen. In un’atmosfera sempre crescente il pubblico ha ascoltato lo Scherzo n. 3 di Chopin, Funerailes di Liszt. Ancora emozioni con i colori evocativi di Debussy nel valzer romantico, Chopin l’andante spianato seguito dalla spigliata ed eroica grande polacca e così via in un alternarsi di emozioni intense e contrastanti per tutto il resto del programma: Scriabin studio op. 8 n. 12, Chopin ballata n.1, Liszt Rapsodia ungherese, Debussy giardini sotto la pioggia, una polonaise di Chopin e la rapsodia op.119 n. 4 di Brahms.

Un programma impegnativo, vario eseguito nella sala semibuia nel silenzio concentrato e attento degli ascoltatori che si sono trovati all’ultimo brano in programma senza avvertire il tempo passato nemmeno interrotto dall’intervallo di mezza serata.

I protagonisti: Francesco Forlani, Alessandro Maffi, Daniela Gatti, Francesco Furore, Giulia Plebani, Marco Grassi e Martina Cotelli

Suoni e Armonie 2016 “il nostro concerto”

 

“Il nostro Concerto”

Domenica prossima 29 maggio alle ore 17 il quarto appuntamento con la Scuola Civica di Pianoforte, nella manifestazione Suoni e Armonie, giunta alla XIXma edizione. In scena lo spettacolo concerto dal titolo “il nostro concerto” un omaggio a Umberto Bindi in un programma denso di brani celebri di grandi autori della canzone . Non mancheranno brani del repertorio francese e americano.

L’organico è formato da voce solista: Elisabetta Martinelli, Mario Martina mandolino e chitarra, Abele Martina mandola, Stefano Donatelli pianoforte e tastiere, Marco Grassi, tastiere, Alessandro Maffi fisarmonica. Gli arrangiamenti sono di Giampaolo Botti che eseguirà anche al pianoforte.

La narrazione è affidata a Francesco Furore. Per coronare un coretto di voci bianche.

Durante il concerto si potranno ascoltare anche alcuni brani di musica classica per pianoforte.

Il concerto si svolgerà nell’Auditorium di Piazza Castello a Palosco

La manifestazione a cura dell‘Associazione musicale StudyArt Pianoforte è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Palosco.

La manifestazione 2016 ha avuto inizio con le due serate dedicate agli allievi più piccoli ed agli allievi dei corsi medi e avanzati. I piccoli e piccolissimi allievi si sono alternati in una festa di colori, suoni ed emozioni dove non è mancata neppure una piccola esibizione canora. Alcuni allievi dei corsi superiori invece, alle prese con brani più impegnativi hanno potuto mostrare degnamente il livello raggiunto del loro percorso svolto.

La Signora Riva ormai conosciutissima presentatrice che da anni veste questo ruolo splendidamente soprattutto con i bambini, come sempre è stata l’ animatrice della serata sdrammatizzando in alcuni momenti anche la tensione emotiva dei piccoli allievi, portando una nota di allegria per tutta la durata delle esibizioni.

XIX edizione di Suoni e Armonie all’insegna di Johannes Brahms e Franz Liszt

Johannes-Brahms 1

Sabato 29 maggio il recital pianistico con gli allievi che affrontano lo studio del pianoforte da qualche anno in più. Durante il corso di questa serata il pubblico ha potuto ascoltare brani di notevole livello tecnico e interpretativo quali la rapsodia ungherese n.6 di Franz Liszt, eseguita da Martina Cotelli che pur giovanissima ed affacciatasi da pochissimo tempo ai recitals pianistici ha saputo mascherare le difficoltà tecniche con agilità e abilità in maniera brillante rendento tutto lo spirito istrionesco di Liszt e suscitando entusiasmo nel pubblico.

Largo spazio al pathos con Marco Grassi, nella ballata dell’op.118 di Johannes Brahms, di cui ha offerto al pubblico un’ interpretazione appassionata senza alterarne la forma, ma soprattutto esaltando le emozioni nei diversi momenti drammatici e intimi del brano, evitando come spesso si sente, di cadere in un’ esecuzione corretta e lineare ma di note asettiche non conformi al carettere e allo stile del compositore di Amburgo.

La volta poi di Alessandro Maffi con la Sonata op. 31 n.2 di L.v. Beethoven, e la ballata in si minore di F.Liszt. “La tempesta”, così titolata è una sonata del cosiddetto secondo periodo Beethoveniano, chiamato “periodo di pensiero” caratterizzato appunto da ripensamenti del carattere, dello stile compositivo e della vita, frammentata da momenti tragici e di eroismo, e dall’avvento della sordità, che più tardi sfoceranno in quegli stravolgimenti della forma, che resero colossali e così originali le creazioni senza tempo di Beethoven. Divisa in tre movimenti e durata circa 23 minuti, presenta passaggi di difficoltà tecniche “sul filo del rasoio” sia nel primo sia nel terzo movimento, mentre nel secondo il rigoroso carattere meditativo e profondo non permette licenze stilistiche, e la severa profondità dell’animo deve rivelarsi nella sua interezza e veridicità.

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Franz Liszt, virtuoso della tastiera, in questo brano fortemente visionario ed evocativo, la ballata n.2 anch’essa di non breve durata (un quarto d’ora circa), non può che impegnare l’esecutore e nel contempo l’interprete. E questo è ciò che il pubblico ha percepito dall’esibizione di Alessandro Maffi, gradualmente sempre più sicuro nell’affrontare e nel “tenere” salde le esecuzioni di questi monumenti del repertorio concertistico.

Altri importanti gioielli del repertorio pianistico sono sussegguiti: la prima rapsodia op. 79 di J.Brahms con un bravo Francesco Furore, lo studio op, 25 n.1 di F.Chopin dai pieni e morbidi arpeggi, e lo studio di Scriabin in do# minore op. 2 lento e nostalgico più volte apparso nei programmi dell’ultimo Horowitz, eseguiti da Mattia Colnago, “Andaluza” la famosissima danza spagnola di E. Granados con Roberto Pinetti, e ancora di F. Liszt lo studio di tecnica trascendentale n. 11 “armonie della sera” , dura prova per tutti i pianisti, risolto in questo concerto per mano di Stefano Colombi.

Nella seconda parte, fuori programma, l’intervento di Stefano Donatelli, che ha già dato numerose prove di valenza pianistica. Fedele al palcoscenico di Palosco, quest’anno ci ha offerto le variazioni su un tema di Haendel op. 24 di Johannes Brahms. In sintonia perfetta con il programma del concerto, le variazioni dedicate da Brahms a Clara Schumann, hanno riempito ancora per circa 25 minuti la serata così conclusasi, offrendo all’uditorio un’alta dimostrazione di tecnica pianistica in un brano così differenziato e ardimentoso. Stefano Donatelli con la sua preparazione e le sue abilità, non lascia mai insoddisfatti; c’è poco da dire, le sue esecuzioni passano dai tempi lenti alle cascate di quartine precipitose, dai pianissimo ai fortissimo senza risparmio….e ormai tutti ben conosciamo.

Serata piena di emozioni graditissima agli ascoltatori, conclusasi con successo a pieno titolo.

Giampaolo Botti

Suoni e Armonie 2014 “Fra Italia e America”

 

Concerto di musiche Italoamericane

Little Italy - New York Manhattan 1900 circa

Little Italy – New York Manhattan 1900 circa

Domenica 1 giugno – Sala piena e pubblico entusiasta al concerto di musica Italoamericana.

Bis richiesto caldamente da tutto il pubblico presente, nonostante il caldo, dopo circa un’ora e un quarto di musica.

Un pò di commozione in alcuni brani dai “vecchi ricordi”, alcuni entusiasti per i brani americani come Someday, il difficile pezzo cavallo di battaglia di Della Reese, una delle più grandi interpreti del Jazz, e rielaborato da Mina ritenuta la più grande interprete di questo brano anche dai critici più severi.
Nell’auditorium gremito di Piazza Castello la voce di Elisabetta Martinelli ha vibrato per tutto il concerto suscitando emozione, e a tratti anche qualche brivido, nonostante la varietà di stile, e genere dei brani.
Il gospel “The battle of Jericho” della leggendaria Mahalia Jackson ha entusiasmato all’istante gli ascoltatori grazie anche al coretto dei bambini che han messo tutta l’energia che avevano in corpo. L’elaborato accompagnamento ritmico ha fatto il resto.
Celentano e Jannacci fanno pensare, e dopo i brividi intanto che li suoni, resti come ammonito durante l’applauso che quasi non senti, ……ti ci vuole un attimo e un lungo respiro per “ricordarti che sei in scena”.
E di “Tu vuò fa l’americano”, l’elaborazione pianistica e prolungata per oltre quattro minuti, l’ha trasformato in un brano “da concerto” impegnativo sia per l’esecutore “Stefano Donatelli” che per l’ascoltatore.
Quando l’ho scritta, un pò di timore che fosse un pò “fuori luogo” non nascondo di averlo avuto … ma le mani di Stefano Donatelli convincono alla grande, e il pubblico ha confermato che quando la musica è bella, o quanto meno, quando cerchi di farla con passione al meglio che puoi, (perchè ci credi veramente), difficile o no , non ha orizzonti o limiti.
Poi è ovvio che, chi ha vissuto quei momenti e quel periodo, non può altro che emozionarsi; ma c’erano anche diversi giovani fra il pubblico e questo fa ancora più piacere.
Insomma, il tempo passa…! Ma per certi capolavori si è fermato…!
Bravi anche Marco Grassi, Daniela Gatti, Martina Cotelli, e Giulia Plebani che oltre a domenica, da giorni si stanno esibendo in diversi saggi e concerti con Chopin, Debussy, Granados.

EmigrantiIl bis è stato voluto insistentemente dal pubblico, e non avendolo preparato, c’è stata quasi obbligatoriamente (di necessità virtù) un’improvvisazione pianistica e un “venitemi dietro…alla Jannacci” con il brano “parla più piano” dal film “il Padrino 1…” ambientato in America, con Marlon Brando, Robert de Niro, Al pacino, musica di Nino Rota (italiano), tanto per essere in tema.

Peccato che il concerto ad un certo punto finisce!….ed è quello che han detto in molti domenica scendendo le scale; ogni tanto, non sempre, qualche volta succede….ma: “…di domani in domani lo spettacolo si rinnoverà” come diceva il grande Enzo.

Un grazie a tutti gli esecutori, Mario Martina (a lui basta rammentare il tema di un brano e il resto è fatto), Alessandro Maffi, al coretto, al narratore Francesco Furore; grazie in modo partcolare ad Elisabetta protagonista della performance, ed a Stefano , senza il quale sarebbe mancata una delle “colonne portanti”…! Ma soprattutto grazie ancora a tutto il pubblico intervenuto, per il calore e il consenso dimostrato.
Questo, è quel che ti aiuta a capire che, nonostante le difficoltà, la musica vale la pena di essere fatta; oltre al grigiore e allo squallore , nella vita ci sono anche le cose belle.

Giampaolo Botti